NON SOLO ANNI 80 - di Angela Eupani Serio
Per la primavera/estate torna alla ribalta il colore non più utilizzato per la rappresentazione della realtà, bensì per la sua forza e evocativa come crogiolo di relazioni reciproche di colori, di luci, di linee, di volumi. Accostamenti improbabili ma ben riusciti di macchie di colore che, agendo psicologicamente sull'inconscio dello spettatore, rivelano un nuovo modo di comunicare emozioni, s senzazioni, sentimenti. Il colore è utilizzato come facevano gli espressionisti e soprattutto gli interpreti di quei movimenti artistici formatisi nei primi trent'anni del Novecento. Dai Fauvisti dell'inizio del 1900 come Braque e Matisse, al Cavaliere Azzurro (der blaue Reiter) fondato nel 1911 da Wassili Kandinsky a cui aderirono artisti quali Paul Klee e Franz Mark. Dallo studio delle giustapposizioni d i colori molto vivaci e l'aggiunta di forme geometriche in relazione ad essi ne conseguiva una percezione visiva che poteva portare ad impressioni differenti a seconda dell'osser vatore. L'uso dell'astrattismo inteso come totale abolizione della riconoscibilità degli oggetti rappresentati torna quest'anno nella moda mediante l'utilizzo di stampe e grafismi che possone essere visibili in tutta la tarda produzione di Piet Mondrian che, passato da esperienze dapprima realiste e poi invece cubiste, aderì nel 1917 alla corrente artistica olandese De Stijl (Neoplasticismo) che, elaborando un nuovo modo di far pittura, lo condusse all'astrattismo assoluto. Questo movimento investì anche il campo dell'archi- tettura e del design. Tutti ricorderanno ad esempio la poltrona in legno laccato rosso, blu e giallo di G.T. Rietveld. Grafismi, effetti ottici bianco/neri, maculati animalier e accostamenti di colori vivaci e acrilici hanno da sempre ispirato gli stilisti e sono stati oggetto di una grossa ribalta negli anni'80. Stampe astratte e tripudio di colore usate con arte appaiono come nuove parole chiave per ripercor rere nelle prossime stagioni anche gli anni '80, trattenendo ciò che di più creativo e stimolante essi hanno espresso nella moda.
Ecco allora che la moda Vintage torna ad essere irrinunciabile oggetto di studio: dalle geometrie scomposte se di nuovo ricomposte à la Mark Esher, dai pieds-de-poule, ai pois - già rivisitati negli anni '80 ma, ricordiamolo, retaggio degli anni '30 - agli effetti optical e psichedelici a cavallo tra '60 e '70, ai lurex metallizzati dell'"era disco" dei '70, fino all'utilizzo ludico ed espressionista del colore degli anni '80. Colore come divertissement ma anche come effetto di superficie che sembra sbordare dalle forme degli abiti e ancora come rappresentazione dell'inconscio, come superamento della realtà, come libertà di osare, sperimentare, creare...